Capire le analisi - da Rame a Vitamina K

 

In questa pagina proponiamo una sintetica spiegazione su alcune tra le più comuni analisi del sangue, in particolare da RameVitamina K, che giornalmente eseguiamo presso i laboratori partner del Polo Biomedico Adriatico di Vasto, in provincia di Chieti, Abruzzo. Tali spiegazioni hanno valore teorico generico e sono prive di valore diagnostico, poichè il perno delle cure mediche e dei controlli diagnostici, siano essi esami strumentali o analisi del sangue, è il rapporto medico-paziente.

Forniamo alcune informazioni di carattere generale che intendono aiutare i nostri utenti ad orientarsi nel vasto e complicato mondo dell’interpretazione delle analisi del sangue. Per ogni analisi clinica elencata abbiamo descritto la sua funzione, i valori/dosi di riferimento dell’analisi e le circostanze in cui è possibile riscontrare un alterazione dell’analita.

  • Rame (Cupremia)

Analisi del sangue che valuta il quantitativo di rame nell’organismo umano. Fisiologicamente il rame costituisce una parte essenziale dei vari enzimi pur essendo presente in modiche quantità.

Valori nella norma: 70 e i 150 mcg/dl

Aumento in caso di: infezioni acute e croniche, processi infiammatori, cirrosi biliare, emocromatosi, gravidanza, assunzione di contraccettivi orali

Diminuito in caso di: morbo di Wilson, sindrome di Menkes, sindrome da malassorbimento, sindrome nefrosica.

Gli approfondimenti consigliati dal Polo Biomedico Adriatico, poliambulatorio medico ed analisi del sangue in partnership con laboratori analisi a Vasto e San Salvo, provincia di Chieti, Abruzzo

 

  • SGOT. Vedi Aspartato aminotransferasi su "Capire le analisi" pagina del sito Polo Biomedico Adriatico, poliambulatorio medico ed analisi del sangue in partnership con laboratori analisi a Vasto e San Salvo, provincia di Chieti, Abruzzo

 

  • SGPT. Vedi Alanina aminotransferasi  su "Capire le analisi" pagina del sito dal Polo Biomedico Adriatico, poliambulatorio medico ed analisi del sangue in partnership con laboratori analisi a Vasto e San Salvo, provincia di Chieti, Abruzzo

 

  • Sodio (Na): 

sodio bioIl dosaggio del sodio è una delle analisi cliniche richieste più frequentemente. Questo catione extracellulare svolge, all’interno dell’organismo più funzioni: regola la pressione osmotica del plasma e del fluido extracellulare, regola il bilancio idrosalino e l’equilibrio Acido-Base, è coinvolto nella trasmissione degli impulsi nervosi.
Valori di riferimento: compresi tra 135 e 145 mmol/l
In medicina con il termine ipernatriemia si intende un aumento della concentrazioni di Na oltre i 145 mmol/l; l’iponatriemia, invece, indica valori di Na al di sotto dei 135 mmol/l. (vedi figura 1)

Valori di Sodio aumentati in:

            • Ipernatriemia isovolemica: condizione nella quale si riscontra una diminuzione dell’acqua corporea totale con normali livelli di Sodio corporeo totale e di liquidi extracellulari 

Tale condizioni si riscontra in caso di: 

  • Diabete insipido (nefrogeno, neurogeno).
  • Perdita cutanea (iperemia), iatrogena

 

  • Ipernatriemia ipervolemica: condizione caratterizzata da un aumento dell’acqua corporea totale, aumento del Sodio corporeo totale e dei liquidi extracellulari

Situazione riscontrabile in caso di: 

    • Somministrazione di soluzioni ipernatriemiche (causa iatrogena)
    • Eccesso di mineralcorticoidi (Sindrome di Conn e Cushing)
    • Ingestione di sale
  • Ipernatriemia ipovolemica: condizione riscontrata nel caso in cui si registri una perdita sia di acqua che di sodio con prevalente perdita di acqua

Quadri clinici caratteristici di:

    • Perdite renali
    • Perdite gastrointestinali, respiratorie e cutanee
    • Deficit surrenalici

Sodio diminuito in caso di:

  • Iponatriemia

L’iponatriemia si distingue in base alla osmolalità (ipotonica 295 mosm/Kg) e al volume dell’acqua e dei liquidi corporei (isovolemica, ipovolemica, ipervolemica). In sintesi si ha iponatriemia ipovolemica quando la perdita di sodio è relativamente maggiore rispetto alla perdita di acqua corporea totale; si ha iponatriemia isovolemica quando si verifica un aumento di acqua corporea totale a fronte di un quantitativo di sodio normale, mentre si parla di iponatriemia ipervolemica quando si registra un aumento di acqua corporea totale relativamente maggiore rispetto a quello del sodio. Di seguito riportiamo le principali condizioni nelle quali si riscontra più facilmente iponatriemia.

  • Iponatriemia ipotonica
  • Iponatriemia isovolemica

Riscontro in caso di:

    • SIADH
    • Intossicazione da Acqua
    • Insufficienza renale
    • Deficit di glucocorticoidi
    • Ipotiroidismo
    • Utilizzo di diuretici tiazidici, FANS, carbamazepina, amitriptilina, ACE-inibitori, clorpropamide, colchicina, clorpropamide, ossitocina, SSRI, amiodarone
  • Iponatriemia ipovolemica
    • Perdite renali (diuretici, parziale ostruzione delle vie urinarie, nefropatia con perdita di sali)
    • Perdite extrarenali: Gastrointestinale, ustioni estese ecc.
    • Insufficienza surrenalica
  • Iponatriemia ipervolemica
    • SCC
    • Sindrome nefrosica
    • Cirrosi
    • Gravdanza
  • Iponatriemia isotonica
    • Pseudoiponatriemia (aumento dei lipidi e delle proteine del siero). Metodi di analisi più recenti hanno eliminato questo problema
    • Infusione isotonica
  • Iponatriemia ipertonica
    • Iperglicemia: aumenti di glicemia di 100 ml/dl della glicemia al di sopra dei livelli normali riduce la concentrazione di sodio plasmatico di 1,6 mEq/l
    • Infusioni ipertoniche 

Fonti: Italian Journal of Medicine 2007;(1)2:6-18; Naticchi 2011

 

  • T3. Vedi profilo tiroideo (analisi ormonali), pagina consultabile nella sezione "Capire le analisi" sul sito del Polo Biomedico Adriatico, poliambulatorio medico ed analisi del sangue in partnership con laboratori analisi a Vasto e San Salvo, provincia di Chieti, Abruzzo
 
  • Tempo di Protrombina (PT)

Analisi del sangue volta a valutare uno degli indici di coagulazione. (la protrombina è un enzima proteasi che interviene nella coagulazione). Il PT dovrebbe essere sempre valutato in base al valore dell’INR (Rapporto Internazionale Normalizzato)

Valore di riferimento: 11 – 13,2 secondi

Valori aumentati in caso di: terapia anti coagulante orale, alcune anemie, difetti congeniti, malattie del fegato, carenza di vitamina K, sindrome nefrosica

Valori diminuiti in caso di: integrazione di vitamina K, tromboflebite, terapia farmacologica (es. estrogeni, griseofulvina)

Link consigliato da Polo Biomedico Adriatico consultabile qui

  • Tempo di Tromboplastina parziale (TPP)

Il PTT (tempo di tromboplastina parziale) o aPTT (tempo di tromboplastina parziale attivata) è un valore numerico, espresso sotto forma di rapporto, che fornisce utili informazioni circa il funzionamento della via intrinseca della coagulazione e della via di coagulazione comune.

Valori Normali: 25-41 secondi

Aumento in caso di: utilizzo di eparina, deficit di fattori della coagulazione (es. emofilia), inibitori della coagulazione (ad esempio anticorpi antifosfolipidi)

La diminuzione del valore di riferimento rilevato ad una analisi del sangue ha scarso valore clinico.

Approfondimenti e bibliografia dal sito dell'organizzazione mondiale della sanità

  • Tetraiodiotironina (fT4). Vedi profilo tiroideo (analisi ormonali), pagina consultabile nella sezione "Capire le analisi del sangue" sul sito del poliambulatorio e laboratorio di analisi Polo Biomedico Adriatico di Vasto, provincia di Chieti, Abruzzo 

 

  • Triiodotironina libera (fT3). Vedi profilo tiroideo (analisi ormonali), pagina consultabile nella sezione "Capire le analisi del sangue" sul sito del Polo Biomedico Adriatico di Vasto
 
 

 

  • Ves (Velocita di eritrosedimentazione)

Questa analisi del sangue è utile nella valutazione clinica delle malattie infiammatorie. È, dunque, un indice di flogosi aspecifico che, in fase di diagnosi, è sempre associata ad altre analisi ed indagini mediche.

Valori normali medi tramite metodo Westergren

Uomini con meno di 50 anni: inferiore a 15 mm/ora
Uomini con più di 50 anni: inferiore a 20 mm/ora
Donne con meno di 50 anni: inferiore a 20 mm/hr
Donne con più di 50 anni: inferiore a 30 mm/hr

Neonati: 0-2 mm/ora

Bambini: 3-13 mm/ora

Diminuzione in: anemia falciforme, carenza del fattore V, insufficienza cardiaca congestizia, ipoalbuminemia
poichilocitosi, policitemia vera

Aumento in: malattie infiammatorie (vasculiti, infiammazione muscolare ecc.), dolore, infezione, infarto, tumore, polimialgia reumatica ecc. ecc.  

 

  • Vitamina B12

Con il termine vitamina B12 si intende un gruppo di vitamine idrosolubili. Le più note sono l´idrossicobalamina e la cianocobalamina, coinvolte in più reazioni biochimiche. La vit. B12 viene assorbita, a livello dell’ileo, previo legame al fattore intrinseco, (glicoproteina secreta dalle cellule parietali dello stomaco). La percentuale di assorbimento varia con la dose di vitamina assunta.

Valori normali: 200-900 mcg/100 ml.

Diminuzione in: gravidanza, anemia perniciosa, insufficienza renale cronica, enteropatie, epatopatie, malnutrizione, resezione gastrica.

Aumento in: eccessiva introduzione con gli alimenti, eccesso di vitaminizzanti.

Approfondimenti e curiosità sulla vitamina B12

 

  • Vitamina D (1,25-diidrossicolecalciferolo)

Il gruppo delle vitamine D si caratterizza almeno per cinque tipi diversi di vitamine numerate in ordine progressivo da 1 a 5. La vitamina D3 è la vitamina attiva nell’organismo, la corretta denominazione comune internazionale è “calcitriolo”.

La funzione di questa vitamina è quella di favorire l'assorbimento del calcio e del fosfato nell’ apparato gastrointestinale e nei reni inibendo, contestualmente, il rilascio di Calcitonina.

Valori normali: 16-65 pg/ml

Aumento in caso di iperparatiroidismo primario, sarcoidosi, tubercolosi

Valori diminuiti in caso di osteoporosi post-menopausa, insufficienza renale cronica, ipoparatiroidismo, rachitismo, importanti livelli di piombo nel sangue

N.B. L’analisi ed il dosaggio di questa vitamina è soventemente richiesto come screening in casi di osteoporosi post-menopausa

Approfondimenti e bibliografia dal sito della National Osteoporosis Foundation

  • Vitamina K

Proteina che interviene nella coagulazione e nella anticoagulazione. Diversi fattori della coagulazione sono chiamati “vitamina K dipendenti” in quanto necessitano della vitamina K per svolgere la propria azione.

Valore di riferimento: 60 – 80 ml/Kg

Diminuzione in caso di: Cirrosi biliare primitiva, utilizzo di antibiotici, colestiramina, terapia anticoagulante, malattie del pancreas, malattie gastrointestinali (malassorbimento), fibrosi cistica, ittero ostruttivo, ipoprotrombinemia

Fonte e riferimenti bibliografici: University of Maryland Medical System, Ferri 2012

 


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