Giornata Nazionale della donazione e del trapianto di organi e tessuti

Oggi 31 maggio è la Giornata Nazionale della donazione e del trapianto di organi e tessuti, giunta ormai alla XVII edizione. Ad oggi sono 1.391.374 le persone che hanno deciso di donare organi e/o tessuti a chi ne ha bisogno: tante persone ma ancora troppo poche se pensiamo all'ingente numero di bambini ed adulti che hanno bisogno di nuovi organi per sopravvivere. Qui di seguito rispondiamo ad alcune domande frequenti circa la donazione, per fare luce su un gesto di estrema generosità che è possibile fare anche in vita, come nel caso del cordone ombelicale e del midollo osseo!cuore

Donazione di organi: sono morto o sono vivo quando dono?

Puoi donare organi o tessuti sia da vivente che a morte accertata.

1. Da vivente, puoi donare organi come rene e parte del fegato o tessuti come midollo osseo, cute, placenta, segmenti osteo-tendinei, cordone ombelicale.

2. Dopo la morte, puoi donare cuore, reni, fegato, polmoni, pancreas e intestino oppure tessuti come pelle, ossa , tendini, cartilagine, cornee, valvole cardiache e vasi sanguigni. Ciò significa che un donatore unico può salvare più vite!

Se scelgo di donare i miei organi/tessuti dopo la mia morte, è sicuro che i miei organi vengono prelevati dopo la mia morte effettiva?

Certo! Non avrebbe senso far morire appositamente una persona per farne vivere un'altra! E' una leggenda metropolitana quella secondo cui il donatore è ancora vivo. Non solo la morte è accertata legalmente ma viene lasciato appositamente un periodo di osservazione della salma.

I medici come fanno a sapere se desidero essere un donatore oppure no?

Noi tutti abbiamo, in vita, 3 possibilità per confrontarci con la donazione degli organi: 1. Dichiarare di non voler essere donatore; 2. Dichiarare di voler essere donatore; 3. Non dichiarare nulla e far così decidere ai nostri familiari.

Le prime dichiarazioni non sono obbligatorie e possono essere fatte presso il proprio Comune, presso la propria Asl di riferimento (in modo che i medici di riferimento possano verificare 24h/24), oppure tramite richiesta del cosiddetto Tesserino Blu del Ministero della Salute, oppure tramite l'AIDO (Associazione Italiana Donatori di Organi), i cui dati sono inviati sempre alla Asl di riferimento. Ancora, è possibile esprimere la propria decisione tramite atto olografo, ossia una dichiarazione scritta datata e firmata da conservare tra i documenti personali: è importante tuttavia che almeno una persona di fiducia ne conosca l'esistenza. In tutti i casi, è possibile modificare in qualsiasi momento il proprio volere. 

Se non si dichiara nulla in vita e non vi è opposizione da parte dei familiari, iniziano gli accertamenti medici per la verifica del buono stato di salute degli organi o tessuti che servono per salvare altre vite. Per uteriori informazioni: Come donare (Ministero della Salute)

 Grafico donazione organi

E se voglio donare da vivo?

Per la donazione del cordone ombelicale, le coppie potranno dare il proprio assenso alla donazione durante le visite prenatali. In seguito, prenderanno parte ad un colloquio informativo dove verranno illustrate le modalità della donazione e verranno raccolti dei dati anamnestici per stabilire l'idoneità o meno della potenziale donatrice.

Per la donazione del midollo osseo, è possibile rivolgersi al Centro Nazionale di Coordinamento (CNC) che ha sede presso il Laboratorio di Istocompatibilità dell’Ente Ospedaliero Ospedali Galliera di Genova e che coordina il Registro Italiano dei Donatori di midollo Osseo (IBMDR) o alla sede ADMO (Associazione Donatori Midollo Osseo) più vicina. Per uteriori informazioni: Brochure informativa del Ministero della Salute

Posso decidere a chi verranno donati i miei organi, dopo la mia morte?

No perchè si dona in base ad una lista di attesa che garantisce di donare a chi ha bisogno con più urgenza. Inoltre deve esistere una compatibilità clinica ed immunologica tra il donatore ed i pazienti in attesa di trapianto.

Ma il trapianto aiuta veramente le persone a stare meglio?

Certamente. Ad esempio, attualmente l'89,3% delle persone che vivono con un cuore donato torna a lavorare o a studiare (il 4,9% non lavora per scelta, il 2,2% non lavora per malattia, l'1,6% è ospedalizzato), così come il 75,9% delle persone con trapianto di fegato (il 6,4% non lavora per scelta, il 4% non lavora per malattia, l'8,2% è ospedalizzato) e l'89,5% con trapianto di rene (il 3,3% non lavora per scelta, il 2,5% non lavora per malattia, il 2,9% è ospedalizzato). Con molta probabilità sarebbero tutti morti senza la generosità di chi ha donato. Fonte: Sono un donatore

 

Per ulteriori approfondimenti:

Ministero della Salute - Sezione Trapianti

 

Cordiali saluti, Laboratorio e Poliambulatorio Polo Biomedico Adriatico

 


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