Lenti a contatto: proprietà, uso e complicanze

Le lenti a contatto sono dispositivi medici in materiale plastico che vengono applicati sulla superficie oculare per la correzione di difetti di rifrazione (miopia, ipermetropia, astigmatismo e presbiopia).lenti-a-contatto1

Le prime lenti a contatto in materiale plastico risalgono agli anni '50 e da allora sono stati apportati alla tecnologia numerosi miglioramenti in grado di incrementare la loro portabilità. Le principali proprietà dei materiali utilizzati per la costruzione delle lenti a contatto sono: permeabilità all’ossigeno, bagnabilità, durezza, resistenza ai depositi, conducibilità termica, peso specifico e spessore, biocompatibilità. 

1. Permeabilità all'ossigeno: Indicata anche come "capacità di trasmettere l'ossigeno", si tratta della caratteristica fondamentale per una buona tollerabilità delle lenti a contatto, in quanto l'ossigeno è un fattore indispensabile per il metabolismo corneale. La capacità di trasmettere ossigeno viene indicata come “valore Dk”, dove “D” rappresenta il coefficiente di diffusione del gas attraverso il materiale, mentre “k” è una costante che indica la quantità di ossigeno presente nel materiale della lente;

2. Bagnabilità: Si tratta della capacità di un liquido di ricoprire una superficie solida e, nel caso della lente a contatto, ha particolare importanza in relazione al mantenimento del film lacrimale, che garantisce la compatibilità tra occhio e lente;

3. Biocompatibilità: E' una caratteristica che garantisce la minimizzazione di "rigetto" delle lenti a contatto su base immunologica. La ricerca scientifica ha prodotto numerosi materiali che posseggono questa particolare caratteristica;

4. Resistenza ai depositi: E' la caratteristica, tipica di un particolare materiale, che consente alla lente di mantenere liscia e pulita la sua superficie; 

5. Conducibilità termica: E' la misura dell'attitudine di un materiale a trasmettere il calore. Nel caso delle lenti a contatto, è una caratteristica importante in quanto è collegata all'idratazione che la lente è in grado di garantire all'occhio;

6. Durezza: Si tratta della resistenza meccanica di un corpo alla penetrazione da parte di una altro corpo. Nel caso della lente può indicare, ad esempio, la resistenza ad un graffio da parte di un'unghia o di un corpo estraneo;

7. Peso specifico: Caratteristica tipica di un dato materiale, è collegata, assieme allo spessore della lente, al comfort nell'indossare la lente a contatto. Peso specifico del materiale e spessore della lente minori sono maggiormente tollerati, a parità di livello delle caratteristiche su menzionate.

Tipologie di lenti a contatto

Le lenti a contatto in commercio si suddividono in tre grandi categorie: morbide,rigide, gas permeabili. La prima tipologia può essere a sua volta diversificata in base alla durata di utilizzo (giornaliere, settimanali, quindicinali, mensili ed annuali). Prima dell'utilizzo di qualsiasi tipo di lente a contatto, è necessaria una visita medica specialistica dall'oculista per la valutazione delle condizioni dell'occhio nella sua interezza. Una volta accertata dallo specialista la possibilità dell'utilizzo delle lenti a contatto, è consigliata una visita di controllo annuale o secondo prescrizione del medico oculista.

a. Lenti a contatto morbide

Possono essere giornaliere - e quindi non avere bisogno di manutenzione - oppure settimanali, quindicinali o mensili ed essere quindi usa e getta ma con bisogno di manutenzione. Tra quelle mensili, esistono anche lenti che possono essere usate ininterrottamente giorno e notte (lenti a contatto a porto continuo). Vi sono poi lenti a sostituzione programmata, della durata annuale.

Le lenti a contatto morbide vengono anche chiamate "idrofile", poichè composte da acqua tra il 36 ed il 75%. Esse garantiscono una corretta ossigenazione ed una valida idratazione ma, avendo poca durezza, la loro superficie è facilmente attaccabile dall'esterno, favorendo più infezioni rispetto alle lenti rigide; utilizzare lenti a contatto usa e getta aiuta a diminuire la possibilità di infezioni. 

b. Lenti a contatto rigide

Usate attualmente in casi particolari, le lenti a contatto rigide sono state superate da quelle gas permeabili, che ne costituiscono un'evoluzione. Si tratta di lenti dure che non consentono lo scambio di gas tra l'esterno e l'occhio, se non attraverso i movimenti delle stesse sulla superficie oculare. Sono difficilmente tollerabili all'inizio poichè la loro superficie dura non si adatta facilmente alla forma della cornea e rendono necessarie periodiche visite di controllo da parte del medico specialista.

c. Lenti a contatto gas permeabili

Sono lenti lievemente più flessibili rispetto alle lenti a contatto rigide, infatti vengono anche dette "semirigide" e consentono un maggiore scambio di gas con l'esterno. Sono dure e durevoli (possono essere utilizzate anche 2-3 anni) e, come le lenti a contatto rigide, non sono confortevoli da subito ma bisogna tenere conto di un pediodo di adattamento. Sono lenti che restituiscono una grande acuità visiva che le rende adatte anche agli astigmatici.

Altri tipi di lente a contatto, più recenti sono:

- Lenti a contatto toriche: Nate per correggere l'astigmatismo, possono essere giornaliere, quindicinali o mensili.

- Lenti a contatto bifocali/multifocali: Le bifocali servono a correggere la presbiopia, mentre le multifocali correggono la presbiopia associata a miopia/ipermetropia/astigmatismo.

- Lenti a contatto ibride: Così definite in quanto formate da una parte centrale costituita da una lente gas permeabile ed una parte periferica costituita da una lente morbida. Vengono utilizzate per irregolarità corneali e cheratocono.

- Lenti a contatto cosmetiche: Utilizzate per modificare od intensificare il colore dell'iride o per mascherare difetti congeniti, da trauma o da malattia (lenti a contatto protesiche), possono essere utilizzate sia per motivi strettamente estetici che per motivi estetici, correttivi e terapeutici. 

Manutenzione delle lenti a contatto

La manutenzione delle lenti a contatto ha lo scopo di mantenere integre nel tempo le caratteristiche chimico-fisiche del materiale e di prevenire i possibili rischi e complicanze derivanti dal loro uso.

La manutenzione ordinaria delle lenti a contatto comprende diversi processi:

1. Pulizia - Al fine di rendere più efficace la disinfezione nel portalenti, la pulizia verrà effettuata prima di quest'ultima per rimuovere muchi e residui di varia natura, tramite soluzioni appositamente studiate e mai con acqua corrente;
2. Disinfezione - Si effettua dopo l'uso delle lenti a contatto e dopo la loro pulizia. La disinfezione serve a distruggere i microrganismi e ad abbattere il rischio di infezioni. Può essere effettuata sia mediante soluzione unica che tramite apposita soluzione di disinfezione;
3. Risciacquo - Serve a garantire la bagnabilità della lente a contatto, a mantenere il giusto PH e ad eliminare residui di soluzione disinfettante. Non deve mai essere effettuata con acqua corrente;
4. Lubrificazione - Da effettuare in caso di uso prolungato di lenti a contatto e di "sindrome dell'occhio secco", tramite apposite gocce lubrificanti.

Uso delle lenti a contatto 

Il Decreto Ministeriale n. 64 del 18/03/2003, art. 1 comma 3, costituisce la "Guida al corretto utilizzo delle lenti a contatto, avvertenze, precauzioni e rischi collegati all'uso". Riportiamo qui in seguito il testo del decreto predisposto dal Ministero della Salute per chi si accinge ad usare od usa le lenti a contatto. 

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  • L’applicazione e l’uso delle lenti a contatto possono essere eseguiti solo quando le condizioni anatomo-funzionali dell’occhio del paziente lo consentono. Esistono infatti alcuni fattori di rischio, rilevabili dallo specialista, che possono risultare responsabili di complicanze o dell’insorgenza di fenomeni di intolleranza.
  • Il medico specialista e l’ottico applicatore della lente sono consapevoli di tali problematiche e solo dopo un accurato esame del soggetto possono consigliare o meno l’uso delle lenti a contatto.
  • Per utilizzare le lenti a contatto in sicurezza è necessario seguire attentamente le istruzioni d’uso per una corretta applicazione, rimozione, pulizia e manutenzione.
  • Al fine di evitare danni agli occhi è importante verificare l’assenza di controindicazioni dal medico oculista e sottoporsi a controlli periodici.
  • Utilizzare le lenti a contatto sterili e non oltre il periodo raccomandato. Al termine del periodo di utilizzo raccomandato nella confezione (giornaliero, bisettimanale, mensile ecc.) le lenti dovranno essere sostituite con un nuovo paio.
  • E’ necessario rimuovere le lenti e consultare il medico in caso di arrossamenti, bruciori, sensazione di corpo estraneo o eccessiva lacrimazione, vista offuscata o altri disturbi della vista.
  • I farmaci diuretici, antistaminici, decongestionanti, tranquillanti possono provocare secchezza dell’occhio, in tal caso è necessario consultare il medico oculista.
  • Se una sostanza chimica viene a contatto con gli occhi, sciacquare immediatamente e recarsi subito dal medico.
  • Evitare l’esposizione a vapori nocivi o lacche per capelli.
  • Utilizzare sempre soluzioni per lenti a contatto non scadute ogni volta che si ripongono le lenti e non usare mai acqua corrente per sciacquarle.
  • Non mettere mai le lenti in bocca per umidificarle.
  • Consultare il medico per le modalità di utilizzo durante le attività sportive.
  • Evitare l’uso di lenti a contatto in occasione di bagni al mare, in piscina e di docce nei luoghi pubblici.
  • Evitare l’uso di saponi contenenti creme, lozioni od oli cosmetici prima di utilizzare le lenti.
  • L’inosservanza delle norme per la corretta utilizzazione delle lenti a contatto può provocare gravi danni all’occhio.
  • Raramente possono verificarsi ulcere corneali responsabili di menomazioni visive. Il rischio di contrarre la cheratite ulcerosa aumenta in caso di inosservanza delle norme d’igiene e di uso in caso di utilizzo delle lenti per un tempo più prolungato rispetto a quello raccomandato.
  • Il rischio di cheratite ulcerosa aumenta notevolmente nei fumatori.
  • Le lenti a contatto con protezione UV non sostituiscono gli occhiali da sole perché non ricoprono totalmente l’intero segmento anteriore. Pertanto, i portatori di lento a contatto devono continuare a portare gli occhiali da sole in caso di esposizione ai raggi UV.

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Complicanze nell'uso delle lenti a contatto

1. Ipossia

Formando una barriera all’apporto di ossigeno alla cornea, l'uso prolungato di lenti a contatto può portare ad ipossia corneale con conseguenti cambiamenti nell’epitelio dovuti ad una diminuzione delle riserve metaboliche ed un aumento della sensibilità e dell’aderenza. L’ipossia corneale può determinare quindi intolleranza alle lenti, una neovascolarizzazione corneale e difetti di rifrazione.

2. Depositi di mucolipidi e di calcio

Le secrezioni oculari, i cambiamenti nella composizione del film lacrimale ed i possibili difetti nel materiale delle lenti portano al deposito di mucolipidi che aumentano la possibilità di proliferazione di funghi e batteri e dell'insorgere di allergie. Il deposito di calcio, fisiologico componente lacrimale, è invece dovuto all'ipossia ed alla conseguente acidificazione delle lacrime.

3. Ulcera corneale

L'ulcera corneale è un danno a livello della cornea causato dal trauma meccanico esercitato dalle lenti a contatto e dovuto principalmente all’azione dell’inserimento e rimozione delle lenti ed alle abrasioni operate dai depositi presenti sulle lenti. Anche l’ipossia, favorendo la desquamazione dell’epitelio, può esserne la causa. In aggiunta al trauma, la presenza di batteri patogeni è fondamentale per lo sviluppo dell’ulcera corneale. E' importante sospendere immediatamente l'applicazione delle lentine e consultare un medico oculista.

4. Allergie

La cheratocongiuntivite limbica superiore da lenti a contatto è un particolare tipo di allergia che si manifesta solitamente entro i 3 anni di uso di lenti a contatto con bruciore, fotofobia e secrezioni, opacità della cornea e neovascolarizzazione. 

 

Fonti:

Ministero della Salute

Assottica

Oculista.it

Wikipedia

 


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