L’Infarto del Miocardio

L’Infarto del Miocardio: un nuovo test per diagnosticarlo più celermente

L’infarto miocardico (l’infarto che interessa il cuore) è una delle patologie più diffuse al mondo. Dati epidemiologici indicano che ogni anno, in Italia, i decessi per infarto miocardico sono circa 40000. L’infarto del miocardio si caratterizza per una necrosi tissutale più frequentemente causata da un’ostruzione delle arterie coronariche che determina un mancato irroramento dell’area infartuata. Utilizzando una metafora potremmo immaginare il miocardio (il muscolo del cuore) come una pianta che si secca perché non più innaffiata dal sistema irriguo composto da tubi e tubicini d’acqua (le coronarie). 

Una dei principali meccanismi eziopatogenetici (meccanismi responsabili della malattia) che determinano quest’ostruzione delle coronarie è la presenza di placche ateromasiche (ovvero depositi di grasso sulle pareti delle arterie) che implica una riduzione del flusso sanguigno al miocardio ( al cuore)
Tra i fattori di rischio che favoriscono l’insorgenza d’infarto troviamo:

  • Fumo di tabacco:
  • Ipertensione arteriosa;
  • Ipercolesterolemia (aumentato colesterolo nel sangue),
  • Mancanza di attività fisica;
  • Obesità
  • Diabete.

Il sintomo più caratteristico dell’infarto è un dolore o un fastidio al torace (al petto) che peggiora con il movimento fisico sino a farsi insistente e a presentarsi anche al riposo. Altri sintomi e segni precoci sono:

  • Sudorazione;
  • Dolore irradiato alla spalla, al braccio, alla schiena, ai denti ed alla mandibola;
  • Dispnea (mancanza di fiato);
  • Incombente sensazione di affaticamento;
  • Nausea e vomito.


Al presentarsi e al persistere di tali sintomi (a meno di altre problematiche già accertate e recentissimamente monitorate dal medico) la prassi procedurale impone l’esecuzione di un elettrocardiogramma e l’esecuzione di un prelievo per valutare alcuni enzimi indicativi di infarto (AST, LDH, CPK-MB, Troponina, Mioglobina). Qualora ritenuto necessario dal cardiologo è eseguita anche una angiografia coronarica.
Tale procedura diagnostica ha mostrato una buona efficacia ma recentemente alcuni ricercatori dell’Università di Edimburgo hanno sperimentato nuove indagine in grado di consentire una diagnosi in tempi più celeri ovvero in meno di un’ora.

Lo studio pubblicato sulla rivista Lancet dimostra come il test ARCHITECT STAT di Abbott per la Troponina I ad elevata sensibilità (hs Tnl) consente di individuare infarti imminenti nell’arco di un’ora permettendo uno screening (una cernita precisa) di tutti i pazienti che afferiscono al Pronto Soccorso lamentando dolore Toracico.

Secondo tale studio il valore soglia della Troponina ad alta intesità è di 5 ng/L. Per i pazienti con valori di hs Tnl inferiori a 5 ng/L il rischio di infarto sarebbe minimo e potrebbero esser dimessi dal Pronto Soccorso in meno di un’ora con risparmio di tempo e risorse per il Sistema Sanitario Nazionale.

Qui il link per ulteriori approfondimenti.

Buona lettura dal Poliambulatorio Medico e Laboratorio di Analisi Polo Biomedico Adriatico

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